DA OGGI I GESSI DELL' EMILIA ROMAGNA SONO PATRIMONIO UNESCO: "IL CARSISMO EVAPORITICO NELLE GROTTE DELL' APPENNINO SETTENTRIONALE"


 
Da oggi I Gessi dell'Emilia Romagna, quindi anche la Vena del Gesso Romagnola che termina proprio a Brisighella, sono patrimonio Unesco, un risultato eccezionale, per l'Emilia Romagna per l'Italia, è un successo per tutti, soprattutto per chi continua a lavorare costantemente alla conservazione e alla valorizzazione del nostri siti . Questa mattina si è riunita a Riad in Arabia Saudita la 45esima sessione del World Heritage Committee, la commissione incaricata di esaminare le varie candidature per i patrimoni dell’Unesco. Il miglior riconoscimento possibile dopo un lungo e impegnativo iter durato 7 anni, che ha visto lavorare attivamente Regione e Ministero. La Vena del Gesso va a inserirsi nella ristrettissima lista italiana di habitat naturali riconosciuti dall’ UNESCO insieme all’Etna, le Dolomiti , le Isole Eolie e le Faggete vetuste dell’Appennino. Un ulteriore riconoscimento per il nostro bellissimo territorio, così duramente messo alla prova dall’alluvione, dalle frane e dal terremoto di ieri
La vena del Gesso dalla valle del Sillaro sino a Brisighella, nella valle del Lamone, le colline romagnole sono solcate da una spettacolare dorsale grigio argentea ben riconoscibile a prima vista, che interrompe bruscamente i dolci profili collinari conferendo un aspetto unico al paesaggio. L'affioramento, che è il più lungo e imponente rilievo gessoso in Italia, si sviluppa per 25 km e ha una larghezza media di un chilometro e mezzo. L'area è caratterizzata da peculiari morfologie carsiche, che comprendono doline, valli cieche e numerosissime grotte, tra le quali spiccano molti "abissi".

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