STANGATA AGLI ANZIANI: LA GIUNTA REGIONALE AUMENTA LA RETTA DELLE CASE DI RIPOSO DI CIRCA 123 EURO AL MESE
Si prevede un salasso annuo di 1.500 euro per ogni famiglia a fronte degli adeguamenti deliberati dalla Giunta regionale.
Il 2024 porterà con sé pesanti rincari per le famiglie che hanno anziani in case di riposo o disabili nei centri residenziali. È l’effetto dell’aumento delle tariffe delle case residenza anziani e dei centri socio riabilitativi e residenziali per disabili, deliberato dalla giunta regionale dell’Emilia-Romagna: secondo le stime, ogni utente dovrà pagare 4,10 euro in più al giorno per persona, per un totale di circa 123 euro al mese. L’assessore regionale al welfare, Igor Taruffi, ha precisato che le tariffe non venivano ritoccate da 15 anni e che "il sistema dei servizi socio-sanitari è stato messo a durissima prova".
L’aumento rischia di essere un grosso problema per le famiglie, anche perché in molti casi le pensioni sono ferme da anni e già prima erano insufficienti a coprire la totalità della quota. Non tutti sono nella stessa situazione, c’è chi percepisce pensioni bassissime per le quali non sono previsti adeguamenti.
Come sindacato, dice Maura Masotti, segretaria generale Spi Cgil Ravenna, ci stiamo preparando a far sentire la nostra voce in maniera unitaria e contemporaneamente cercheremo di aprire un confronto con la Regione e con gli enti locali. In particolar modo, sono tre i punti fermi sui quali desideriamo richiamare l’attenzione. Il primo riguarda la trasparenza delle tariffe: le famiglie hanno il diritto di essere adeguatamente informate sulle specifiche delle singole voci che compongono l’ammontare complessivo delle rette. In secondo luogo, comprendiamo la necessità di prevedere degli aumenti per compensare l’aumento generalizzato dei costi. Tuttavia riteniamo che i rincari non debbano essere applicati in maniera indiscriminata, ma andare di pari passo con un effettivo miglioramento della qualità dei servizi. Terzo: rivendichiamo la necessità di parametrare gli aumenti in base alle diverse fasce Isee così da garantire il principio della proporzionalità. Se questi punti non saranno rispettati, non escludiamo mobilitazioni a livello regionale".


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