CROLLO DEL MURO: LE ALTRE CAMPANE DEL MONTICINO




 Sembrerebbe il titolo di un libro, invece "le altre campane del Monticino" sono le voci inascoltate della famiglia che aveva segnalato tante, troppe volte il pericolo di crollo.
Lorenzo Albonetti (scomparso nel 2009) ed Emiliana Neri con i loro 2 figli Carlo Alberto e Beatrice, sono stati i custodi del Santuario del Monticino da ben 66 anni, cioè dal lontano 1956 fino ai giorni nostri. La famiglia non ha solo ricoperto il ruolo di custodi, ma ha anche sempre provveduto alle manutenzioni del verde e al decoro di tutta l'area del Santuario che era da ripulire dopo ogni cerimonia nuziale, una cura attenta fatta con amore e dedizione, motivi di grande orgoglio. Papà Lorenzo faceva perfino la questua per il parroco durante le funzioni, il compianto don Lino Alpi che tanto fece anche lui per la chiesa.
Nel corso degli anni l'abitazione necessitava spesso di opere di conservazione, tutte migliorie a cui hanno dovuto provvedere di tasca propria (anche per decine di milioni di lire) perchè le loro segnalazioni e le loro richieste rimanevano inascoltate (sistemazione del locale cantina senza fondamenta, installazione dell'impianto di riscaldamento, ecc.). Dalla parrocchia, dalla Diocesi, dalla Curia, nessun sostegno. 
 
SI TERGIVERSA: DALLE AVVISAGLIE ALL'ALLARME ROSSO
Era l'anno 2012 quando apparirono le prime vistose crepe nel cortile, che furono subito segnalate alla parrocchia e al comune, ma probabilmente vennero sottovalutate, evidentemente era un problema che si poteva rimandare. Si arriva così all'anno 2015 quando quelle crepe erano diventate preoccupanti e contemporaneamente si verificò un anomalo rigonfiamento del muro di contenimento del cortile della casa, costruito a secco con i massi di gesso. Una situazione certamente pericolosa visto che era in corrispondenza del sottostante bombolone del gas. La famiglia a questo punto decise di segnalare la situazione a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, all'Arciprete di Brisighella, ma purtroppo venne a mancare di lì a poco. L'anno successivo, nel 2016, fu quindi informato il successore (ma nel frattempo le crepe avevano già raggiunto i 20/30 cm di larghezza con uno scostamento di altrettanti 20/30 cm e il muro di contenimento presentava un inclinamento nella seduta per diversi metri) il quale, a seguito di un sopralluogo in cui rimase perfino sconcertato, affermò che si doveva intervenire immediatamente, ma purtroppo furono solo parole, non ci fu nessun seguito.
 
NESSUN INTERVENTO, IL CROLLO E' INEVITABILE, SFIORATA LA TRAGEDIA
Arriviamo all'anno scorso, il 2021, le crepe del cortile erano ormai arrivate a mezzo metro, non c'è stata nessuna rottura riconducibile alla rete fognaria come era stato ipotizzato, quindi a gennaio, il giorno della Befana, c'è stato il cedimento del terreno e il crollo del muro, non una frana.
Per puro caso e per fortuna la signora non era nel cortile dove ogni tanto accudiva le sue piante nonostante i suoi 93 anni e solo per miracolo si è evitata una vera e propria tragedia quando i massi che hanno travolto il bombolone del gas non hanno causato un'esplosione, grazie anche al tempestivo intervento del nipote che ha chiuso la valvola. Adesso non è più un problema che si possa rimandare è auspicabile che la Curia intervenga con urgenza per scongiurare altri crolli che potrebbero arrivare ad interessare anche l'immobile.
Quello che rimane è che oltre al danno c'è anche la beffa, dopo tanto lavoro e tanti soldi spesi, scatta l'ordine di evacuazione che fa piangere un'anziana signora che ha dovuto lasciare "la sua casa" e che in più ora deve affrontare anche gravi ripercussioni fisiche di salute. 
 
TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO
Ora si teme che diventi una situazione cronica che persista nel tempo. Brisighella di fatto al momento ha nel suo trittico di prestigio, la mutilazione del monumento simbolo della vallata che la "messa in sicurezza" priva l'uomo di uno dei panorami più suggestivi d'Italia.
Il Monticino ha ispirato tele, pennelli e ceramiche di tutti gli artisti che in qualche modo sono rimasti affascinati e attratti da quella visione così pittoresca da sempre meta di pellegrinaggio di fedeli e di turisti.
Prima che accada l'irreparabile, l'uomo quando è ancora in tempo per salvaguardare un patrimonio artistico di tale portata, ha l'obbligo morale e materiale di far di tutto per salvarlo con ogni mezzo, sarebbe un peccato mortale rimanere ciechi. Ora è tutto in mano alla Diocesi di Faenza, proprietaria del sito, Brisighella guarderà il suo colle ogni giorno con grande speranza.
 
IN FOTO:
1) La crepa qualche anno prima del crollo
2) I rilievi eseguiti oggetto delle segnalazioni
3) Il crollo avvenuto e massi pericolanti
4) Il bombolone del gas investito dal crollo che per miracolo non è esploso

Commenti

Contattaci

Nome

Email *

Messaggio *