FIONDA CONTRO LA SOVRINTENDENZA PER I VINCOLI DISPOSTI SULLA CHIESA DI RONTANA.

 


Tre anni fa erano partite le trattative per l’ alienazione della Pieve di Santa Maria in Rontana, da diversi anni non più frequentata e bisognosa di restauro, il nulla osta all’alienazione era dato per scontato, così come altrettanto certo doveva essere il vincolo storico-culturale posto su quello che un tempo è stato un edificio di culto, che doveva dunque mantenere le sembianze attuali anche qualora finiva in mani private. Il suo valore si spingeva però ben oltre quello testimoniato dalla pietre: a renderla unica è la posizione, impreziosita dalla scalinata panoramica che domina l’intero fianco della vallata, solcato dal cosiddetto Sentiero dell’olio. Queste le premesse per l’alienazione ma Fionda, imprenditore faentino che intende acquistare il complesso ha chiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del decreto della Commissione regionale per il Patrimonio Culturale del 4 novembre 2021, con cui era stata autorizzata l’alienazione della chiesa di Santa Maria della Misericordia, canonica e pertinenze, con varie prescrizioni e condizioni. L’imprenditore ha anche chiesto l’annullamento di tutti gli altri presupposti connessi e consequenziali tra cui la determinazione, e il decreto della commissione regionale, e la proposta, il parere e la nota con tanto di integrazioni della Soprintendenza. In particolare, la prescrizione relativamente alla fruizione pubblica delle aree esterne della Chiesa. Per poter vendere la Chiesa di Rontana, non più utilizzata da tempo, serviva infatti l’assenso del consiglio diocesano e quello della Soprintendenza, visto che si tratta di un immobile storico, quindi tutelato e soggetto a vincoli, tra i quali rientrava l’utilizzo pubblico delle aree circostanti.



Commenti

Contattaci

Nome

Email *

Messaggio *