INCENDIO ALLA MATERNA DI SAN MARTINO IN GATTARA: IL SENZATETTO RESTA IN CELLA
Deve rimanere in custodia cautelare in carcere per pericolo di reiterazione del reato il 30enne di origine padovana ma senza fissa dimora bloccato dai carabinieri mercoledì mattina con l’accusa di incendio aggravato per avere appiccato il fuoco alla scuola dell’infanzia di via Stazione a S.Martino in Gattara. È quanto ha deciso il gip Janos Barlotti nell’ordinanza, depositata sabato, con la quale ha convalidato l’arresto del 30enne così come chiedeva il pm di turno Cristina D’Aniello.
Secondo il giudice, l’indagato, difeso dall’avvocato Andrea Visani, nell’udienza di convalida di venerdì ha spiegato, in maniera definita “non molto lineare”, che si era riparato nella cantina della scuola e che aveva acceso un focolare a causa del freddo per poi addormentarsi e risvegliarsi solo all’arrivo dei vigili del fuoco.
Secondo il gip dal punto di vista tecnico il fuoco appiccato dal 30enne, a livello di gravità indiziaria rientra nella nozione di incendio perché caratterizzato da “diffusività e difficoltà di spegnimento”. In quanto alle dichiarazioni dell’indagato, sono state bollate come “inattendibili” dato che sono in contrasto con quanto raccolto finora dall’Arma.
Da ultimo ci sono le modalità con cui è stato appiccato il rogo: per il giudice sintomatiche di una “pericolosità soggettiva” secondaria a “problematiche cliniche irrisolte” da sondare nel corso delle indagini.

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