LA VALLETTA: LA STORIA INFINITA DI UNA STRADA FANTASMA DIMENTICATA I RESIDENTI VOGLIO FATTI NON PROMESSE.
Brisighella, 24.09.2025 - La situazione della SP 63 "La Valletta" torna al centro del dibattito pubblico dopo l'ennesimo scambio di comunicazioni tra cittadini e istituzioni. Il 19 settembre, un gruppo di residenti e lavoratori della zona ha inviato una lettera alla Provincia di Ravenna e alla Regione Emilia-Romagna, ricevendo ieri la risposta ufficiale dalla Presidente Valentina Palli.
La missiva dei cittadini non usa mezzi termini nel descrivere una situazione di stallo che perdura da mesi. I lavori, aggiudicati a fine settembre 2024, sono partiti con nove mesi di ritardo - "una gestazione più lunga di quella di un essere umano", ironizzano i firmatari. La domanda sui motivi di questo rallentamento era già stata posta pubblicamente a fine maggio durante un incontro con l'assessore Della Godenza e la sottosegretaria regionale Rontini, ma senza ottenere risposte concrete. I cittadini esprimono particolare frustrazione per le risposte generiche ricevute in passato, rifiutando giustificazioni che ricorrano a "motivi tecnici" o all'iter burocratico, soprattutto considerando che la limitrofa provincia di Firenze è riuscita a intervenire "con massima urgenza e celerità" su eventi alluvionali analoghi al Passo della Colla e Passo Carnevale.
I residenti sollevano inoltre perplessità sulla scelta di iniziare i lavori dal lato Casola Valsenio, quando sul versante Fognano esistono "criticità ben più gravi, con situazioni a rischio" e un tratto completamente franato nei pressi del chilometro 13 che interrompe le comunicazioni con Zattaglia. La lettera evidenzia come questo secondo intervento, pur essendo stato aggiudicato da oltre due mesi, non abbia ancora visto l'ombra di un avvio dei cantieri. Durissimo il commento sulla manutenzione ordinaria: "è sparita, come se fosse un lusso", mentre per le alberature instabili e le scarpate precarie erano state fatte promesse via WhatsApp a novembre ("Oggi apriamo le offerte sul Mepa per le alberature. Qualche giorno e siamo lì") mai mantenute, lasciando i cittadini con la sensazione "di essere stati presi in giro".
I ritmi dei lavori preoccupano ulteriormente i residenti: dal 24 agosto sono stati annunciati interventi dal chilometro 3.350 al 4.2 fino al 12 settembre, ma quelli dei chilometri precedenti non erano ancora completati. La comunità si interroga sui tempi effettivi per il completamento dell'opera, considerando anche i rallentamenti registrati in altri cantieri della zona, come quello di San Cassiano sulla SP 302.
La risposta della Presidente Palli fornisce un quadro più dettagliato della situazione. Gli interventi sono suddivisi in due lotti: il primo riguarda il ripristino di 50 piccole frane, aggiudicato il 20 dicembre 2024 con consegna dei lavori il 29 maggio 2025 e durata prevista di un anno. Attualmente il cantiere si concentra sul tratto Casola-Zattaglia, dove si registra circa il 70% del dissesto, per poi spostarsi verso Fognano.
Il secondo lotto prevede la ricostruzione del tratto interrotto a Zattaglia, con lavori aggiudicati il 17 giugno 2025 e contratto firmato il 24 luglio. La ditta ha completato le attività preliminari e i lavori dovrebbero iniziare nella seconda metà di ottobre 2025.
La Presidente ha inoltre precisato che l'intervento sulla grande frana di Zattaglia ha richiesto uno studio geologico approfondito e un impegnativo lavoro progettuale per definire la migliore soluzione di ricostruzione del crinale. Durante l'estate sono stati eseguiti interventi puntuali di messa in sicurezza delle alberature e pulizia dei fossi nel tratto Fognano-Zattaglia non interessato da frane.
TRA PROMESSE E REALTA'
Il dialogo tra cittadini e istituzioni sulla SP 63 evidenzia le complessità di un intervento che richiede una ricostruzione imponente, dato che la strada è stata letteralmente spazzata via dalle frane. Da un lato, la legittima esasperazione di una comunità che da quasi due anni convive con i disagi causati dalle alluvioni del 2023 e 2024. Dall'altro, le tempistiche imposte da procedure burocratiche che, seppur necessarie per garantire la sicurezza e la qualità degli interventi, si scontrano con l'urgenza di restituire normalità a chi vive e lavora in queste zone.
La promessa della Presidente Palli di un sopralluogo a metà ottobre insieme alla struttura provinciale rappresenta un segnale di attenzione verso le istanze del territorio. Tuttavia, i cittadini hanno chiarito di non volere più incontri ma "una comunicazione puntuale e verificabile", dichiarando di non accettare più "risposte generiche o evasive". Con una comunità che si definisce "sfiduciata ma non rassegnata" e determinata a "vigilare, monitorare e farsi sentire", la partita sulla Valletta si gioca ora sui fatti concreti. Le prossime settimane diranno se le tempistiche annunciate dalla Provincia si tradurranno finalmente in cantieri attivi o se questa "storia infinita" continuerà a lasciare intere comunità isolate e dimenticate ma pronte a tornare alla carica.
La missiva dei cittadini non usa mezzi termini nel descrivere una situazione di stallo che perdura da mesi. I lavori, aggiudicati a fine settembre 2024, sono partiti con nove mesi di ritardo - "una gestazione più lunga di quella di un essere umano", ironizzano i firmatari. La domanda sui motivi di questo rallentamento era già stata posta pubblicamente a fine maggio durante un incontro con l'assessore Della Godenza e la sottosegretaria regionale Rontini, ma senza ottenere risposte concrete. I cittadini esprimono particolare frustrazione per le risposte generiche ricevute in passato, rifiutando giustificazioni che ricorrano a "motivi tecnici" o all'iter burocratico, soprattutto considerando che la limitrofa provincia di Firenze è riuscita a intervenire "con massima urgenza e celerità" su eventi alluvionali analoghi al Passo della Colla e Passo Carnevale.
I residenti sollevano inoltre perplessità sulla scelta di iniziare i lavori dal lato Casola Valsenio, quando sul versante Fognano esistono "criticità ben più gravi, con situazioni a rischio" e un tratto completamente franato nei pressi del chilometro 13 che interrompe le comunicazioni con Zattaglia. La lettera evidenzia come questo secondo intervento, pur essendo stato aggiudicato da oltre due mesi, non abbia ancora visto l'ombra di un avvio dei cantieri. Durissimo il commento sulla manutenzione ordinaria: "è sparita, come se fosse un lusso", mentre per le alberature instabili e le scarpate precarie erano state fatte promesse via WhatsApp a novembre ("Oggi apriamo le offerte sul Mepa per le alberature. Qualche giorno e siamo lì") mai mantenute, lasciando i cittadini con la sensazione "di essere stati presi in giro".
I ritmi dei lavori preoccupano ulteriormente i residenti: dal 24 agosto sono stati annunciati interventi dal chilometro 3.350 al 4.2 fino al 12 settembre, ma quelli dei chilometri precedenti non erano ancora completati. La comunità si interroga sui tempi effettivi per il completamento dell'opera, considerando anche i rallentamenti registrati in altri cantieri della zona, come quello di San Cassiano sulla SP 302.
La risposta della Presidente Palli fornisce un quadro più dettagliato della situazione. Gli interventi sono suddivisi in due lotti: il primo riguarda il ripristino di 50 piccole frane, aggiudicato il 20 dicembre 2024 con consegna dei lavori il 29 maggio 2025 e durata prevista di un anno. Attualmente il cantiere si concentra sul tratto Casola-Zattaglia, dove si registra circa il 70% del dissesto, per poi spostarsi verso Fognano.
Il secondo lotto prevede la ricostruzione del tratto interrotto a Zattaglia, con lavori aggiudicati il 17 giugno 2025 e contratto firmato il 24 luglio. La ditta ha completato le attività preliminari e i lavori dovrebbero iniziare nella seconda metà di ottobre 2025.
La Presidente ha inoltre precisato che l'intervento sulla grande frana di Zattaglia ha richiesto uno studio geologico approfondito e un impegnativo lavoro progettuale per definire la migliore soluzione di ricostruzione del crinale. Durante l'estate sono stati eseguiti interventi puntuali di messa in sicurezza delle alberature e pulizia dei fossi nel tratto Fognano-Zattaglia non interessato da frane.
TRA PROMESSE E REALTA'
Il dialogo tra cittadini e istituzioni sulla SP 63 evidenzia le complessità di un intervento che richiede una ricostruzione imponente, dato che la strada è stata letteralmente spazzata via dalle frane. Da un lato, la legittima esasperazione di una comunità che da quasi due anni convive con i disagi causati dalle alluvioni del 2023 e 2024. Dall'altro, le tempistiche imposte da procedure burocratiche che, seppur necessarie per garantire la sicurezza e la qualità degli interventi, si scontrano con l'urgenza di restituire normalità a chi vive e lavora in queste zone.
La promessa della Presidente Palli di un sopralluogo a metà ottobre insieme alla struttura provinciale rappresenta un segnale di attenzione verso le istanze del territorio. Tuttavia, i cittadini hanno chiarito di non volere più incontri ma "una comunicazione puntuale e verificabile", dichiarando di non accettare più "risposte generiche o evasive". Con una comunità che si definisce "sfiduciata ma non rassegnata" e determinata a "vigilare, monitorare e farsi sentire", la partita sulla Valletta si gioca ora sui fatti concreti. Le prossime settimane diranno se le tempistiche annunciate dalla Provincia si tradurranno finalmente in cantieri attivi o se questa "storia infinita" continuerà a lasciare intere comunità isolate e dimenticate ma pronte a tornare alla carica.


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