ACQUEDOTTO VALLE DEL LAMONE A HERA: INVESTIMENTI E NUOVA GESTIONE PER LA RETE IDRICA
Brisighella, 10.01.2025 - Dal primo gennaio la gestione operativa dell'Acquedotto Valle del Lamone è passata alla multiutility Hera. La scelta coinvolge i comuni di Marradi, Brisighella e parte di Faenza, segnando un cambio di rotta nella gestione del servizio idrico locale.
La situazione della rete.
La rete idrica del territorio necessitava di interventi consistenti: tubature obsolete, perdite significative e infrastrutture da modernizzare. In un territorio montano e collinare come quello della Valle del Lamone, i costi di manutenzione sono particolarmente elevati per le caratteristiche orografiche e le condizioni climatiche che sollecitano costantemente gli impianti.
Gli investimenti richiesti ammontano a circa 3,5 milioni di euro per la sola manutenzione straordinaria, risorse che i comuni avrebbero dovuto reperire attraverso i bilanci comunali o tariffe più elevate.
Le alternative possibili.
Le amministrazioni si sono trovate di fronte a due opzioni: mantenere la gestione diretta trovando le risorse necessarie, oppure affidare il servizio a un operatore strutturato con capacità finanziarie adeguate. La seconda strada ha prevalso, con Hera che porta un piano di investimenti per l'ammodernamento della rete.
Il sistema tariffario.
Le tariffe del servizio idrico sono regolate dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), non dal gestore. Gli eventuali aumenti seguiranno criteri nazionali, con gli investimenti recuperati nel tempo secondo parametri stabiliti dall'Autorità.
Per i cittadini cambierà il gestore nelle bollette e nelle comunicazioni: la gestione operativa passa infatti alla multiutility bolognese Hera. La proprietà dell'acquedotto resta pubblica, mentre la gestione quotidiana del servizio viene affidata a un soggetto con logiche industriali diverse da quelle di una piccola società locale. Gli investimenti dovrebbero portare a una rete più efficiente e affidabile, con costi che si rifletteranno gradualmente sulle tariffe secondo i meccanismi regolatori nazionali.
In ogni caso, gli investimenti necessari alla rete avrebbero comportato aumenti tariffari indipendentemente dalla scelta gestionale: sia con la gestione diretta sia con l'affidamento a Hera, i 3,5 milioni di euro di interventi straordinari richiesti avrebbero inciso sui costi per gli utenti.
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