19 MARZO SAN GIUSEPPE, AUGURI A TUTTI I PAPA'

Brisighella, 19.03.26 - Il 19 marzo, festa di San Giuseppe, è ormai entrata nel calendario civile come Festa del Papà — o, come si dice da queste parti con affetto radicato nella tradizione, Festa del Babbo. Una ricorrenza che in Romagna porta con sé un bagaglio di riti, credenze e usanze popolari che affondano le radici molto prima della devozione cristiana.
La protagonista della vigilia era la fugarena, la focarina: un grande falò acceso per scacciare i demoni della stagione passata e propiziare raccolti abbondanti in quella nuova. La stessa logica dei lom a mèrz — i lumi di marzo — che scandivano il ritmo magico e agrario dell'anno contadino romagnolo.
Il detto locale tramandava senza troppi giri di parole: "la fugarena grosa la fa crèssar e pèt" — il grande falò fa crescere i seni.
Non è un caso che questa data cada alla vigilia dell'equinozio di primavera. Nell'era precristiana, il 20 marzo segnava l'avvio dei baccanali e dei riti dionisiaci, cerimonie di fertilità che invocavano il risveglio della terra, il ritorno della luce e la benedizione dei campi. La Chiesa vi sovrappose la festa del padre putativo di Gesù, ma il fondo antico è rimasto intatto nelle campagne romagnole.
A tavola, il 19 marzo parla ancora di tradizione: le zeppole e i dolci fritti — che variano da zona a zona secondo le consuetudini locali — sono i protagonisti indiscussi della giornata.
Brisighella Aperta augura a tutti i babbi, i papà, i nonni e i padri del territorio un sereno 19 marzo. La vostra presenza è il falò più caldo.

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