TRE ANNI DALL’ALLUVIONE: BRISIGHELLA RICORDA IL MAGGIO 2023, TRA FERITE ANCORA APERTE E UNA LENTA RICOSTRUZIONE
Brisighella, 19.05.2026 – A tre anni dalle drammatiche alluvioni che nel maggio 2023 colpirono l’Emilia-Romagna in due ondate consecutive (2-3 e 16-17 maggio), Brisighella e la Valle del Lamone fanno i conti con una memoria ancora viva e una ricostruzione che procede su più fronti, pur tra difficoltà oggettive e tempi più lunghi del previsto. Il Lamone invase il campo sportivo e il parcheggio del Gufo, allagò zone residenziali e raggiunse anche l’interno dell’hotel Meridiana, dove gli ospiti furono spostati ai piani superiori. Una dozzina di frane interessarono immediatamente il borgo medievale. La provinciale per Faenza risultò difficilmente percorribile e interrotta verso San Cassiano, rendendo impossibile raggiungere Marradi. L’esondazione dei fiumi e torrenti non ebbe precedenti storici per impatto e proporzioni. Il Comune di Brisighella quantificò danni per circa 143 milioni di euro sul solo patrimonio pubblico, con 498 frane censite sul territorio. Particolarmente colpito fu il settore agricolo, con ettari di frutteti distrutti o resi irraggiungibili.
- Stato della ricostruzione a tre anni di distanza -
Ad oggi sono stati riconosciuti circa 40 milioni di euro sui 140-143 richiesti. Di questi, circa 35 milioni sono stati affidati a CONSAP come soggetto attuatore per il ripristino di infrastrutture. Il Comune ha approvato i Piani Operativi di Dettaglio per 17 strade strategiche (Aurora, Baccagnano, Bicocca, Campiume, Cavina, Corneto, Ebola, Paglia, Purocielo, Rio Bagno, Rio Chiè, Rontana, Siepi, Tura, Valnera, Valpiana e Casette) per un investimento di 35 milioni di euro, prima tranche di interventi. Sono già partiti i lavori su via Bacello-Baldina (sostituzione vasche di laminazione e miglioramento fognario del Rio Ruzzera) e su via Puriva. Nelle ultime settimane sono inoltre partiti i lavori anche su via Puriva, mentre sono in fase di avvio quelli relativi alla zona di Marzeno. Proseguono gli interventi sugli acquedotti rurali Purocielo, Palazza e Sant’Eufemia (190.000 euro). A Zattaglia è in progettazione un intervento da un milione di euro sul torrente Sintria.
- Le criticità ancora presenti -
Brisighella, con i suoi 194 km² di estensione (tra i comuni più vasti della regione), deve gestire una rete viaria collinare molto estesa e frammentata. Attualmente risultano 19 strade chiuse al transito con divieto totale in caso di allerta arancione o rossa. Molte delle 498 frane riguardano singole proprietà o accessi rurali, rendendo complesso e lungo l’intervento su tutti i punti critici.
Inoltre, a fine maggio è attesa la partenza di tre progetti affidati a Consap S.p.A., la società individuata come soggetto attuatore per seguire tutte le fasi degli interventi, dalla progettazione alla gestione delle gare fino all'esecuzione dei contratti. Un segnale che anche questo fronte, pur con tempi che la stessa Amministrazione comunale non esita a definire molto lenti, sta finalmente muovendo i primi passi concreti.
Su alcuni dei progetti più avanzati ricompresi nei 35 milioni affidati a CONSAP sono emersi aumenti di costo di diversi milioni di euro rispetto alle stime iniziali, dovuti all’inflazione, al caro materiali, ai costi energetici e dei trasporti. A livello generale si registra inoltre difficoltà nel reperire imprese disponibili per lavori complessi su frane e viabilità montana, a causa della concomitanza con altri grandi cantieri nazionali (PNRR, altre ricostruzioni, grandi opere).Nonostante questi ostacoli, l’Amministrazione comunale ha precisato che i 35 milioni rappresentano solo la prima tranche e che seguiranno ulteriori interventi. Molte famiglie e numerose vallate del territorio brisighellese attendono ancora il completamento dei lavori, tra disagi e sacrifici quotidiani. La strada della ricostruzione è tracciata, ma per un territorio vasto, a bassa densità abitativa e con risorse umane limitate, il cammino resta lungo e complesso. La memoria del 2023 rimane viva, insieme alla speranza che i prossimi mesi portino all’apertura di nuovi cantieri e al progressivo ritorno alla normalità.
In foto: La Valletta dopo il disastro, con i lavori in corso



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