ALLEVAMENTO CUNICOLO NEL BRISIGHELLESE, SANZIONI PER OLTRE 10 MILA EURO: LA VICENDA NON È CHIUSA

Brisighella 27.06.26 - Un'azienda agricola dedita all'allevamento di conigli, attiva nel territorio comunale di Brisighella, è finita al centro di un'ispezione del Nucleo Carabinieri Forestali, che ha portato alla luce gravi carenze sul fronte gestionale e igienico-sanitario. I controlli rientravano nelle attività ordinarie a difesa dell'ambiente, della salute collettiva e del benessere degli animali.
All'interno della struttura i militari si sono trovati davanti a una letamaia ormai colma, da cui i liquami fuoriuscivano finendo su un suolo non impermeabilizzato. A peggiorare il quadro, un evacuatore a rampa ricoperto da incrostazioni accumulate nel tempo, diventato terreno ideale per il moltiplicarsi delle mosche. E la proliferazione aveva conseguenze ben oltre i confini dell'allevamento: nei nuclei abitati vicini l'invasione di insetti aveva raggiunto livelli insostenibili, costringendo i residenti a rifugiarsi in casa e trasformando la quotidianità in un disagio di proporzioni difficili da tollerare. Allargando il raggio dei controlli ai campi vicini, anch'essi nella disponibilità del medesimo titolare, è emerso il dato più crudo: una quindicina di carcasse di coniglio lasciate marcire all'aperto, attorno alle quali si era sviluppato un esteso focolaio di larve.
Da qui sono scaturiti due separati verbali, con sanzioni amministrative che sommate superano i 10 mila euro, indirizzate a chi rappresenta legalmente l'impresa. Le contestazioni chiamano in causa il Regolamento Comunale di Igiene e Sanità Pubblica e Veterinaria di Brisighella, nella parte che disciplina il contrasto agli insetti molesti e le misure contro il diffondersi delle mosche. Si aggiunge poi una violazione legata allo smaltimento irregolare dei sottoprodotti di origine animale: secondo il Regolamento (CE) n. 1069/2009, infatti, quelle carcasse andavano eliminate seguendo i canali autorizzati dalle norme sanitarie, cosa che non è avvenuta.
Il capitolo, però, è tutt'altro che concluso. Trattandosi di una materia che intreccia sanità veterinaria, igiene pubblica e gestione dei sottoprodotti animali, gli enti competenti stanno ora dialogando tra loro per definire le valutazioni sanitarie del caso, passaggio che potrebbe aprire la strada a ulteriori misure amministrative.


 

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