BRISIGHELLA SALUTA HEIDI, LA CERAMISTA DELLA SCUOLA FAENTINA CHE SCELSE BRISIGHELLA
Brisighella 16.06.26 – Si è spenta domenica scorsa, 14 giugno, Adelheid Fanny Meyer, conosciuta da tutti semplicemente come Heidi. Nata in Svizzera il 13 aprile 1953, ceramista decoratrice, da circa cinquant'anni aveva scelto Brisighella come luogo in cui vivere e lavorare, entrando così a pieno titolo tra gli artisti locali di maggior prestigio.
La sua arte affondava le radici nella tradizione della scuola faentina di Belle Arti, alla quale Heidi sapeva unire la sensibilità delle proprie origini svizzere, portando nella decorazione un tocco personalissimo e riconoscibile. Una cifra stilistica fatta di delicatezza e di una cura quasi maniacale per il dettaglio.
A ricordarne il tratto è il nipote, Alessandro Knach, che ne descrive la mano leggera e i piccoli fiori dipinti con pazienza, realizzati con pennelli finissimi, ridotti a un solo crine, capaci di restituire alla ceramica una grazia minuta e inconfondibile.
Agli esordi aveva lavorato accanto al ceramista Fernando Rava, per poi aprire una propria bottega di ceramica sotto il loggiato di piazza Marconi. Il laboratorio era articolato su due piani: al piano inferiore tre dipendenti si occupavano degli stampi, mentre al piano superiore altre tre persone curavano le decorazioni. Da quelle mani nascevano creazioni e bomboniere, allora molto richieste per matrimoni, battesimi e altre ricorrenze.
Alla sua arte si devono anche i piatti del ristorante La Grotta e le vetrate dell'Hotel Meridiana, decorate con delicati fiori di pesco, un incarico che testimonia la considerazione di cui godeva sul territorio.
Negli anni la sua produzione trovò spazio in diverse esposizioni del territorio, dalle mostre allestite alle Terme fino a quelle del Quadriportico, ospitate nel chiostro del convento dell'Osservanza, dove accanto ai ceramisti esponevano anche gli artigiani del ferro battuto e altri.
La sua scomparsa lascia un vuoto tra quanti ne hanno conosciuto il lavoro e la persona, e affida alla memoria della comunità il ricordo di una figura che per mezzo secolo ha arricchito il panorama artistico e artigianale di Brisighella.
In foto: Heidi al lavoro al tornio.
La sua arte affondava le radici nella tradizione della scuola faentina di Belle Arti, alla quale Heidi sapeva unire la sensibilità delle proprie origini svizzere, portando nella decorazione un tocco personalissimo e riconoscibile. Una cifra stilistica fatta di delicatezza e di una cura quasi maniacale per il dettaglio.
A ricordarne il tratto è il nipote, Alessandro Knach, che ne descrive la mano leggera e i piccoli fiori dipinti con pazienza, realizzati con pennelli finissimi, ridotti a un solo crine, capaci di restituire alla ceramica una grazia minuta e inconfondibile.
Agli esordi aveva lavorato accanto al ceramista Fernando Rava, per poi aprire una propria bottega di ceramica sotto il loggiato di piazza Marconi. Il laboratorio era articolato su due piani: al piano inferiore tre dipendenti si occupavano degli stampi, mentre al piano superiore altre tre persone curavano le decorazioni. Da quelle mani nascevano creazioni e bomboniere, allora molto richieste per matrimoni, battesimi e altre ricorrenze.
Alla sua arte si devono anche i piatti del ristorante La Grotta e le vetrate dell'Hotel Meridiana, decorate con delicati fiori di pesco, un incarico che testimonia la considerazione di cui godeva sul territorio.
Negli anni la sua produzione trovò spazio in diverse esposizioni del territorio, dalle mostre allestite alle Terme fino a quelle del Quadriportico, ospitate nel chiostro del convento dell'Osservanza, dove accanto ai ceramisti esponevano anche gli artigiani del ferro battuto e altri.
La sua scomparsa lascia un vuoto tra quanti ne hanno conosciuto il lavoro e la persona, e affida alla memoria della comunità il ricordo di una figura che per mezzo secolo ha arricchito il panorama artistico e artigianale di Brisighella.
In foto: Heidi al lavoro al tornio.


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