CASTELLO DI RONTANA, OPEN DAY AGLI SCAVI FINO AL 25 LUGLIO: NUOVE SCOPERTE TRA OFFICINE, FORNACI E UN SIGILLO DI GREGORIO MAGNO
Brisighella 20.07.26 - Prosegue la campagna di scavo al castello medioevale di Rontana, indagato dal 2007 da Enrico Cirelli e Debora Ferreri dell'Università di Bologna con un gruppo di studenti laureandi in Archeologia. In occasione di un recente open day sono stati illustrati i risultati delle ricerche più recenti su un'area di oltre un ettaro che, dopo un decennio di scavi, continua a restituire nuovi elementi.
Numerosi i visitatori che hanno seguito le spiegazioni dei due archeologi, coadiuvati dai ragazzi impegnati sul cantiere. Il sito è tra i più significativi per lo studio del Medioevo locale e ha dato impulso ad altre ricerche in zone limitrofe, contribuendo a una mappatura completa dell'incastellamento nel territorio. Alla comunità che abitò questi luoghi è dedicato il volume "Il castello di Rontana. Racconto di una scoperta archeologica", firmato dai due docenti e disponibile anche in loco. Cirelli ha invitato chiunque fosse interessato a visitare il sito entro il 25 luglio.
Gli scavi si sono ampliati: è stato riaperto un accesso di origine antica, recuperato grazie al Gruppo Alpini di Brisighella, che ricalca una vecchia strada un tempo fiancheggiata da abitazioni assimilabili a case a schiera, area battezzata Borgo del Castello. Sono almeno sette le abitazioni individuate, i cui resti si stanno progressivamente riportando alla luce.
Nella zona fortificata sono oggi ben distinguibili un forno per il pane, una fornace, l'officina di un fabbro e quella di un vetraio, oltre a una nuova cisterna che si aggiunge al pozzo veneziano signorile, profondo dieci metri. Sul versante sud sono state individuate tracce delle mura più antiche in legno, riconoscibili dai fori nella roccia che ospitavano i pali di sostegno.
Grande interesse ha suscitato il ritrovamento, nell'area sommitale, di un sigillo pontificio in piombo con il nome di un Papa Gregorio - verosimilmente Gregorio Magno, vescovo di Roma dal 590 al 604 - reperto finora unico nel suo genere, riconducibile a uno scambio tra il Vaticano e un'autorità militare posta a sorveglianza dei confini dell'esarcato di Ravenna.
Tra gli altri reperti sono emerse tracce di un gruppo di banditi che nel XVI secolo utilizzò il maniero come rifugio: una pipa e alcuni dadi da gioco. Nel 1591 le truppe pontificie assediarono la rocca, scacciando i fuorilegge e ordinandone la distruzione, ultimo capitolo di una storia lunga almeno sette secoli.
Foto di repertorio
Numerosi i visitatori che hanno seguito le spiegazioni dei due archeologi, coadiuvati dai ragazzi impegnati sul cantiere. Il sito è tra i più significativi per lo studio del Medioevo locale e ha dato impulso ad altre ricerche in zone limitrofe, contribuendo a una mappatura completa dell'incastellamento nel territorio. Alla comunità che abitò questi luoghi è dedicato il volume "Il castello di Rontana. Racconto di una scoperta archeologica", firmato dai due docenti e disponibile anche in loco. Cirelli ha invitato chiunque fosse interessato a visitare il sito entro il 25 luglio.
Gli scavi si sono ampliati: è stato riaperto un accesso di origine antica, recuperato grazie al Gruppo Alpini di Brisighella, che ricalca una vecchia strada un tempo fiancheggiata da abitazioni assimilabili a case a schiera, area battezzata Borgo del Castello. Sono almeno sette le abitazioni individuate, i cui resti si stanno progressivamente riportando alla luce.
Nella zona fortificata sono oggi ben distinguibili un forno per il pane, una fornace, l'officina di un fabbro e quella di un vetraio, oltre a una nuova cisterna che si aggiunge al pozzo veneziano signorile, profondo dieci metri. Sul versante sud sono state individuate tracce delle mura più antiche in legno, riconoscibili dai fori nella roccia che ospitavano i pali di sostegno.
Grande interesse ha suscitato il ritrovamento, nell'area sommitale, di un sigillo pontificio in piombo con il nome di un Papa Gregorio - verosimilmente Gregorio Magno, vescovo di Roma dal 590 al 604 - reperto finora unico nel suo genere, riconducibile a uno scambio tra il Vaticano e un'autorità militare posta a sorveglianza dei confini dell'esarcato di Ravenna.
Tra gli altri reperti sono emerse tracce di un gruppo di banditi che nel XVI secolo utilizzò il maniero come rifugio: una pipa e alcuni dadi da gioco. Nel 1591 le truppe pontificie assediarono la rocca, scacciando i fuorilegge e ordinandone la distruzione, ultimo capitolo di una storia lunga almeno sette secoli.
Foto di repertorio


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