PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA A BRISIGHELLA E VANDALISMO SEDE ARCI

Riportiamo il comunicato stampa che ci ha fatto pervenire in redazione il Circolo ARCI Ambra di Brisighella

In qualità di presidente del Circolo ARCI Ambra di Brisighella, ma prima ancora come cittadino che crede nel civismo e nel volontariato come fondamenta della vita democratica, mi trovo a commentare con profonda tristezza la scritta comparsa sulla saracinesca della nostra sede: un'equazione tanto violenta quanto priva di senso storico, che accosta il Partito Democratico — ospitato nei nostri locali — al nazismo.
È una tristezza che si articola su più livelli.
È triste perché chi ha impugnato la bomboletta ha dimostrato, con un solo gesto, di ignorare cosa sia stato realmente il nazismo: un sistema di sterminio industriale, la Shoah, i campi di concentramento, la soppressione sistematica di ogni dissenso. Ridurre tutto questo a un insulto politico da spruzzare su un muro significa svuotare di significato la memoria delle vittime e insultare chi quella storia l'ha vissuta sulla propria pelle.
È triste perché rivela un analfabetismo funzionale sempre più diffuso: l'incapacità di leggere la complessità storica e sociale, di distinguere l'avversario politico dal nemico assoluto, di praticare il dissenso attraverso gli strumenti che la democrazia mette a disposizione — il dibattito, il voto, la parola — invece che attraverso il vandalismo e l'intimidazione.
È triste perché accade proprio nei luoghi dell'ARCI, un'associazione nata dalla Resistenza, che ha fatto della cultura popolare, dell'antifascismo costituzionale e della solidarietà i propri pilastri fondativi per oltre settant'anni.
Ma alla tristezza rispondiamo con la fermezza della memoria attiva, non della rassegnazione.
Cancelleremo questa scritta, come sempre abbiamo fatto e sempre faremo. E lo faremo continuando a coltivare quello che ci rende comunità viva: organizzeremo la nostra pastasciutta antifascista domenica 26 luglio, nel solco di quella tradizione che i fratelli Cervi inaugurarono il 25 luglio 1943, quando la caduta del fascismo fu festeggiata condividendo un piatto di pasta con l'intero paese — un gesto semplice che trasformò la gioia privata in festa collettiva, la liberazione in comunità.
Continueremo a difendere, senza stancarci, la Costituzione nata dalla Resistenza, i diritti civili conquistati con fatica da chi ci ha preceduto, e il principio che nessuna forma di autoritarismo — vecchia o nuova, dichiarata o mascherata da provocazione — troverà mai spazio dove ci sono persone che scelgono di stare insieme.
Alessandro Ricci
Presidente Circolo ARCI Ambra, Brisighella
 

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