CALDO E SICCITÀ, COLDIRETTI RAVENNA LANCIA L'ALLARME: UVA DIMEZZATA NEI VIGNETI DI BRISIGHELLA
Brisighella 14.08.26 - Un'estate rovente e quasi del tutto priva di piogge sta presentando un conto pesante all'agricoltura del territorio. A lanciare l'allarme è Coldiretti Ravenna, che individua proprio nelle aree collinari tra Casola Valsenio e Brisighella le zone dove le perdite si stanno rivelando più consistenti.
Il dato più preoccupante riguarda la vendemmia. Secondo la stima del direttore di Coldiretti Ravenna, Assuero Zampini, il calo per l'uva sarebbe drastico, vicino al 50%. L'associazione precisa che il problema non riguarda la qualità del prodotto: l'uva rimasta sulle piante conserva infatti caratteristiche qualitative positive. A crollare è invece la quantità del raccolto, penalizzata dalla combinazione tra temperature elevate e prolungata assenza di precipitazioni, che ha colpito in modo particolare i vigneti collinari, dove la disponibilità d'acqua è più limitata.
Le difficoltà non si fermano all'uva. La siccità sta mettendo in sofferenza anche la frutticoltura, con kiwi e susine tra le colture più esposte, in alcuni casi danneggiate direttamente dalle temperature estreme e dalla mancanza d'acqua. Preoccupa inoltre la situazione degli ulivi, il cui stato vegetativo rischia di essere compromesso in una fase decisiva per la produzione. Un ulteriore fronte critico è quello degli allevamenti: pascoli e coltivazioni destinate al foraggio hanno risentito pesantemente della stagione, con il rischio di una disponibilità insufficiente di alimento per gli animali e la conseguente necessità, per gli allevatori, di ricorrere all'acquisto di foraggi, con un ulteriore aggravio dei costi.
Nel resto della provincia il quadro appare meno grave, ma anche in pianura non mancano le difficoltà: per uva e frutta Coldiretti stima perdite produttive comprese tra il 15 e il 20%. In questo caso, oltre al caldo e alla siccità, hanno inciso anche gli eventi meteorologici estremi che tra giugno e luglio hanno interessato alcune zone, con grandinate e forti raffiche di vento. A pesare sui bilanci delle aziende agricole c'è infine il costo crescente dell'irrigazione, diventata ormai indispensabile per tenere in vita le colture in una stagione segnata da temperature roventi e piogge pressoché assenti.
Il dato più preoccupante riguarda la vendemmia. Secondo la stima del direttore di Coldiretti Ravenna, Assuero Zampini, il calo per l'uva sarebbe drastico, vicino al 50%. L'associazione precisa che il problema non riguarda la qualità del prodotto: l'uva rimasta sulle piante conserva infatti caratteristiche qualitative positive. A crollare è invece la quantità del raccolto, penalizzata dalla combinazione tra temperature elevate e prolungata assenza di precipitazioni, che ha colpito in modo particolare i vigneti collinari, dove la disponibilità d'acqua è più limitata.
Le difficoltà non si fermano all'uva. La siccità sta mettendo in sofferenza anche la frutticoltura, con kiwi e susine tra le colture più esposte, in alcuni casi danneggiate direttamente dalle temperature estreme e dalla mancanza d'acqua. Preoccupa inoltre la situazione degli ulivi, il cui stato vegetativo rischia di essere compromesso in una fase decisiva per la produzione. Un ulteriore fronte critico è quello degli allevamenti: pascoli e coltivazioni destinate al foraggio hanno risentito pesantemente della stagione, con il rischio di una disponibilità insufficiente di alimento per gli animali e la conseguente necessità, per gli allevatori, di ricorrere all'acquisto di foraggi, con un ulteriore aggravio dei costi.
Nel resto della provincia il quadro appare meno grave, ma anche in pianura non mancano le difficoltà: per uva e frutta Coldiretti stima perdite produttive comprese tra il 15 e il 20%. In questo caso, oltre al caldo e alla siccità, hanno inciso anche gli eventi meteorologici estremi che tra giugno e luglio hanno interessato alcune zone, con grandinate e forti raffiche di vento. A pesare sui bilanci delle aziende agricole c'è infine il costo crescente dell'irrigazione, diventata ormai indispensabile per tenere in vita le colture in una stagione segnata da temperature roventi e piogge pressoché assenti.


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