IL MISTERO DEL MONTICINO: RIAPERTA DOPO UN SECOLO LA CAPSULA DEL TEMPO DEL 1926, IL CONTENUTO SARÀ SVELATO IL 13 SETTEMBRE
Brisighella 03.09.26 – Un secolo di silenzio sta per essere infranto. Murata all'ingresso del Santuario della Beata Vergine del Monticino nel lontano 1926, una capsula del tempo è stata riaperta nelle scorse settimane, alla presenza di un notaio, dopo cento anni esatti trascorsi nell'oscurità. Cosa custodisca al suo interno resta per ora un segreto: il contenuto sarà rivelato al pubblico solo domenica 13 settembre, nella Collegiata di San Michele.
UN SEGRETO MURATO NELLA PIETRA
Pochi, a Brisighella, sapevano della sua esistenza. La capsula fu inserita nella struttura del Santuario nel 1926, anno in cui si celebrarono ufficialmente i trecento anni del culto della formella della Madonna, nata nel 1626. Per l'occasione, il cardinale brisighellese Michele Lega donò la facciata monumentale che ancora oggi caratterizza il terzo colle di Brisighella, su progetto dell'architetto Edoardo Collamarini. Da allora, per cento anni, nessuno ne ha conosciuto il contenuto.
La riapertura è avvenuta nelle scorse settimane, nell'ambito dei lavori di restauro del Santuario, ormai in fase di ultimazione, e alla presenza di un notaio, a garanzia dell'autenticità di quanto ritrovato. Ma cosa sia stato effettivamente racchiuso in quel cilindro murato un secolo fa non è stato ancora reso noto: la comunità brisighellese dovrà attendere ancora qualche giorno per scoprirlo.
L'APPUNTAMENTO DEL 13 SETTEMBRE
Il contenuto della capsula sarà finalmente svelato e mostrato al pubblico domenica 13 settembre, esposto nella Collegiata di San Michele a partire dalle ore 9:45. L'esposizione precederà la messa solenne delle ore 11:00, celebrata dal vescovo di Faenza-Modigliana Michele Morandi, in occasione del quarto centenario di devozione alla Madonna protettrice di Brisighella e della Valle del Lamone.
La giornata si inserisce nel programma della tradizionale Antica Sagra del Monticino, che si tiene ogni settembre fin dal 1662.
LA MOSTRA ALL'OSSERVANZA
Nel frattempo, sotto i portici del chiostro dell'Osservanza è allestita la mostra "Omaggio alla Beata Vergine del Monticino nel IV Centenario di Devozione Mariana", curata da Giorgio Cicognani con gli Amici dell'Osservanza. L'esposizione presenta 24 telestampe realizzate dalla storica Bottega Pascucci di Gambettola, con la tecnica dello stampo in legno e inchiostro color ruggine tipica della tradizione romagnola. Nel corso degli anni la Bottega ha collaborato con artisti tra cui Tonino Guerra, Pietro Lenzini, Franco Vignazia e Fioravanti. La mostra, inaugurata con il vescovo emerito Claudio Stagni, resta aperta fino al 13 settembre, giorno in cui sarà possibile assistere al laboratorio di stamperia, con la stampa gratuita di magliette per i bambini.
LE ORIGINI DEL CULTO E L'IMPRONTA ARTISTICA DEL TERRITORIO
Il culto mariano al Monticino nasce nel 1626, quando una formella votiva raffigurante la Madonna col Bambino, collocata su un pilastro alle porte del paese, iniziò ad attirare la devozione popolare. L'afflusso di pellegrini portò nel 1662 al trasferimento dell'immagine in una cappella sul colle, dando origine anche all'Antica Sagra del Monticino.
Nel corso dei secoli, artisti del territorio hanno contribuito alla valorizzazione del sito: gli affreschi ottocenteschi dell'abside sono opera del pittore faentino Savino Lega, mentre le formelle in bronzo che raffigurano i misteri del Rosario, collocate lungo la salita al Santuario, furono realizzate dal faentino Francesco Nonni.
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UN SEGRETO MURATO NELLA PIETRA
Pochi, a Brisighella, sapevano della sua esistenza. La capsula fu inserita nella struttura del Santuario nel 1926, anno in cui si celebrarono ufficialmente i trecento anni del culto della formella della Madonna, nata nel 1626. Per l'occasione, il cardinale brisighellese Michele Lega donò la facciata monumentale che ancora oggi caratterizza il terzo colle di Brisighella, su progetto dell'architetto Edoardo Collamarini. Da allora, per cento anni, nessuno ne ha conosciuto il contenuto.
La riapertura è avvenuta nelle scorse settimane, nell'ambito dei lavori di restauro del Santuario, ormai in fase di ultimazione, e alla presenza di un notaio, a garanzia dell'autenticità di quanto ritrovato. Ma cosa sia stato effettivamente racchiuso in quel cilindro murato un secolo fa non è stato ancora reso noto: la comunità brisighellese dovrà attendere ancora qualche giorno per scoprirlo.
L'APPUNTAMENTO DEL 13 SETTEMBRE
Il contenuto della capsula sarà finalmente svelato e mostrato al pubblico domenica 13 settembre, esposto nella Collegiata di San Michele a partire dalle ore 9:45. L'esposizione precederà la messa solenne delle ore 11:00, celebrata dal vescovo di Faenza-Modigliana Michele Morandi, in occasione del quarto centenario di devozione alla Madonna protettrice di Brisighella e della Valle del Lamone.
La giornata si inserisce nel programma della tradizionale Antica Sagra del Monticino, che si tiene ogni settembre fin dal 1662.
LA MOSTRA ALL'OSSERVANZA
Nel frattempo, sotto i portici del chiostro dell'Osservanza è allestita la mostra "Omaggio alla Beata Vergine del Monticino nel IV Centenario di Devozione Mariana", curata da Giorgio Cicognani con gli Amici dell'Osservanza. L'esposizione presenta 24 telestampe realizzate dalla storica Bottega Pascucci di Gambettola, con la tecnica dello stampo in legno e inchiostro color ruggine tipica della tradizione romagnola. Nel corso degli anni la Bottega ha collaborato con artisti tra cui Tonino Guerra, Pietro Lenzini, Franco Vignazia e Fioravanti. La mostra, inaugurata con il vescovo emerito Claudio Stagni, resta aperta fino al 13 settembre, giorno in cui sarà possibile assistere al laboratorio di stamperia, con la stampa gratuita di magliette per i bambini.
LE ORIGINI DEL CULTO E L'IMPRONTA ARTISTICA DEL TERRITORIO
Il culto mariano al Monticino nasce nel 1626, quando una formella votiva raffigurante la Madonna col Bambino, collocata su un pilastro alle porte del paese, iniziò ad attirare la devozione popolare. L'afflusso di pellegrini portò nel 1662 al trasferimento dell'immagine in una cappella sul colle, dando origine anche all'Antica Sagra del Monticino.
Nel corso dei secoli, artisti del territorio hanno contribuito alla valorizzazione del sito: gli affreschi ottocenteschi dell'abside sono opera del pittore faentino Savino Lega, mentre le formelle in bronzo che raffigurano i misteri del Rosario, collocate lungo la salita al Santuario, furono realizzate dal faentino Francesco Nonni.
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