FOGNANO, IL BARBIERE GIULIANO APPENDE LE FORBICI DOPO 63 ANNI: LA SUA BOTTEGA PROSEGUE CON LU JIE

Brisighella 05.11.26 – Fognano ha salutato domenica scorsa Giuliano Chiari, il suo barbiere, che dopo 63 anni di lavoro è andato in pensione. Il salone si è riempito di clienti e amici, venuti a ringraziare non solo un artigiano di grande mestiere, ma una persona che per molti, in valle del Lamone, è stata un punto di riferimento e spesso un confidente. Tra i ricordi più cari c’è quello di quando andò a casa di un cliente per sistemare i capelli alla moglie gravemente malata, che lo desiderava tanto.
La bottega resterà aperta grazie a Lu Jie, giovane parrucchiera di origini cinesi, da anni sposata con un fognanese e capace di parlare anche il dialetto romagnolo. Lu lavorava a Riolo Terme quando Giuliano l’ha convinta a raccogliere la sua eredità, con un solo impegno: non togliere la storica insegna “Barbiere Giuliano”. Lei gli ha reso omaggio con un motto: “Barbiere Giuliano, cavel e chiacre”, capelli e chiacchiere, stessa tradizione e nuova gestione.
Giuliano ha iniziato a 13 anni a Marradi, nella bottega di Maurizio Monti, e non si è più fermato. Ha ricordato i colleghi dell’ANAM, l’accademia dei parrucchieri di Ravenna, grazie ai quali è diventato maestro, insegnando in Accademia fino al 2018. Finché potrà, ha detto, passerà ancora in negozio di tanto in tanto. Commosso, ha ringraziato la moglie e le figlie per il sostegno di questi anni. Residente a Lutirano, ha percorso ogni mattina una ventina di chilometri per aprire il salone, senza mai viverlo come un sacrificio: per lui, ha detto, «è stato un onore».

Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, il comandante della stazione Carabinieri di Fognano, l’assessore Dario Laghi con la fascia tricolore in rappresentanza del sindaco e il console onorario di Malta Enrico Gurioli, cliente di Giuliano. Laghi ha sottolineato come la continuità dell’attività sia un piccolo granello di sabbia contro lo spopolamento. Negli anni Ottanta, lungo i circa 200 metri del cosiddetto “budello”, si contavano 36 negozi; oggi ne restano pochi: il barbiere Giuliano, il forno pasticceria, il bar Lamone, un antiquario, il ristorante Catarena, la farmacia Ottaviani, una pizzeria napoletana e una galleria laboratorio d’arte. 

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